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Intel scricchiola

E’ da qualche giorno ormai che è entrata nel vivo l’accusa mossa da AMD nei confronti di Intel, accusata di concorrenza sleale dinnanzi ad un tribunale degli Stati Uniti d’America.  La corte del distretto federale di Delaware ha infatti accolto l’atto di accusa presentato da AMD.

Le aziende chiamate in causa sono molte e sicuramente sono tutte le più grosse aziende presenti attualmente nello scenario hardware globale. Interessante vedere la lista di chi ha già accettato di testimoniare a favore di AMD (tra cui Sony, Acer, NEC, Lenovo). Acer è una delle poche case che fornisce attualmente supporto ad AMD e per questo sembrerebbe essere stata “minacciata” dall’ex CEO di Intel Craig Barrett subendo ritardi di pagamento per un ammontare di 20 milioni di dollari.

Queste sono solo alcune delle accuse mosse da AMD ad Intel, l’intero documento è prelevabile a questo indirizzo. La risposta di Intel non si è fatta attendere ed è contenuta in poche righe pubblicate nell’apposita sezione del suo sito.

Tralasciando la cronaca dell’evento, rimane da fare qualche considerazione. AMD è sicura di quello che sta facendo e del resto l’aver citato 38 grandi-grandissime aziende è indice del fatto che è sicura che molte di queste (e infatti già 9 hanno accettato) entreranno in tribunale assieme a lei per combattere questa battaglia contro Intel. Sembra quindi che l’intero settore stia muovendo guerra contro Intel e le sue pratiche che spesso tra gli addetti ai lavori (non per i tribunali) sono sembrate alquanto ortodosse. Una coalizione anti-Intel non si era mai verificata prima d’ora e questa volta (non è la prima volta che le 2 aziende arrivano in tribunale) potrebbe non finire con un semplice patteggiamento tra le parti.

Rimane da sottolineare come anche Sony abbia accettato di partecipare come testimone pro-AMD, infatti la multinazionale non ha attualmente legami con la AMD, mentre ne continua ad avere di molto importanti con Intel.

Indipendemente dal verdetto finale, questa sentenza potrebbe veramente cambiare il destino dell’industria hardware mondiale. Chi perderà, avrà un duro colpo alla propria immagine oltre al danno economico e potrebbe risentirne molto più pesantemente di quanto ad ora ipotizzabile. E quindi paradossalmente sarà più importante conoscere il nome del perdente rispetto al nome del vincitore.

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