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Storie di Web 2.0: tra protezioni di HD DVD e Digg

Non sono passati neanche 5 anni da quando DVD Jon riuscì a bypassare la protezione del DVD, che la storia si ripete. Questa volta, però, in chiave Web 2.0.

La storia che si sta sviluppando in questi giorni è all’apparenza banale. In estrema sintesi, un utente di Blogger qualche giorno fa ha pubblicato un post di poche parole, e più precisamente queste:

“DRM cracked on HD DVD discs. The processing key is

09 F9 11 02 9D 74 E3 5B D8 41 56 C5 63 56 88 C0

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AACS, visto il blog, ha chiesto, per vie ufficiali, la rimozione a Google, facendo notare che il post viola le disposizioni del Digital Millennium Copyright Act. JF, dal canto suo, replica affermando che lui si è limitato a riportare la chiave e a linkare una discussione contenente altre informazioni: nel suo post non erano contenute informazioni su COME crakkare drm.

JF ha così inviato la sua storia a Digg (un sito web che si occupa di scienza e tecnologia, Internet ed informatica e le cui notizie e collegamenti sono proposte direttamente dagli utenti), raggiungendo la bellezza di 15.000 Diggs. Ma i moderatori del famoso sito, dinnanzi all’ingiunzione, hanno rimosso la discussione. Fino a questo punto della storia non è accaduto “nulla di nuovo”, poichè fatti di questo tipo erano avvenuti molte altre volte in altre occasioni. E’ forse l’evoluzione della vicenda che rappresenta un punto di novità, su cui, forse, si tornerà a ragionare nei prossimi anni.

La community di Digg, infatti, non ha gradito l’intervento dello staff ed è così partita una “rivolta”. Gli utenti, infatti, hanno iniziato a proporre Digg su qualsiasi cosa nel web avesse a che fare con la chiave “incriminata”, rendendo così la vita impossibile ai moderatori ed amministratori del sito.

Dopo aver assistito ad una simile reazione, il fondatore di Digg, Kevin Rose, ha pubblicato la propria opinione sul blog ufficiale di Digg: è tornato sui propri passi e decidendo di non ostacolare la pubblicazione di link relativi alla diffusione della chiave di criptatura.

Rose ha infatti dichiarato di non voler vedere Digg piegato alla volontà di alcuna azienda, in quanto lo spirito originario del network è proprio quello di fornire un luogo libero e privo di censure all’interno dei quali siano proprio gli utenti a giudicare quali siano le notizie degne di rilievo. Epica è la conclusione dell’intervento: “Se dobbiamo perdere, perderemo ma almeno moriremo combattendo”.

AACS, che ha così provato a fermare la diffusione della stringa “09 F9 11 02 9D 74 E3 5B D8 41 56 C5 63 56 88 C0”, si ritrova con un risultato opposto: la chiave è ora diffusa per tutto il mondo, e anche in decine di modi differenti: t-shirts, domini internet, poemi, foto di vario tipo e come e-cards.

Quanto è accaduto è, di fatto, la prima vera rivolta digitale da parte del pubblico della rete. E’ anche prevedibile affermare che siamo solo all’inizio della battaglia e che “la guerra” continuerà nei prossimi mesi e l’esito non è affatto scontato.

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