Una delle foto più “storiche” del web è stata scattata nel 1978 alla Microsoft dell’epoca. Rappresenta il team originale di 11 elementi della famosa azienda.
Qualche settimana prima dell’abbandono definitivo di Bill Gates dalla Microsoft (previsto per il prossimo venerdì), la famosa foto viene replicata in versione odierna.
Lettera aperta al Sindaco di Milano Quelle multe gridano vendetta
Cara Letizia, per Milano i prossimi saranno anni importanti e, se si lavorerà bene, anni che riporteranno Milano a primeggiare in Europa. L’occasione dell’EXPO infatti, se ben sfruttata, restituirà alla nostra città mezzi, infrastrutture e prestigio che negli ultimi anni si erano sicuramente andati perdendo. I milanesi guardano con attesa e fiducia alla scadenza del 2015, ma proprio perchè ci attende questa grande sfida sono giustamente ancora più attenti ed esigenti per quello che riguarda la vita quotidiana in città. Ecco perché quello che ti vado a segnalare rappresenta veramente la vicenda che ha dell’incredibile. In questi giorni mi ha scritto Matteo, milanese di 37 anni che non aveva mai preso multe in vita sua; da gennaio ad oggi è riuscito nell’ardua impresa di ricevere (per il momento …) ben 21 contravvenzioni. E’ impazzito tutto di un colpo il Matteo? No, ha semplicemente continuato a fare quello che ha sempre fatto negli ultimi anni, cioè è passato in scooter per via Lamarmora per andare in ufficio. Peccato che via Lamarmora, oltre a diventare zona Ecopass, con segnaletica assolutamente incomprensibile da gennaio è divenuta anche via riservata ai taxi. Risultato: Matteo (che per nota di cronaca è direttore finanziario di una importante banca milanese) per il momento pare dover pagare circa 6.000 euro. Da Matteo a Jacopo, altro milanese che, evidentemente ignaro e in buona fede, ha raggiunto quota 6.000 euro di multe con il suo scooter, anch’egli confondendo la nuova corsia riservata con il varco Ecopass. Da Jacopo a Guglielmo, che da 40 anni percorreva corso Magenta, e che da gennaio è diventato anch’egli inconsapevolmente un “fuorilegge”. Tocca poi a Loredana, che da gennaio ad oggi ha percorso corso Magenta i lunedì e i martedì per due volte al giorno per accompagnare la figlia al teatro Litta. Mal gliene incolse: plurimultata! Stessa storia per Bruno che mi chiede via mail se “devo chinare la testa e pagare come al solito”, per Myriam, che sta annegando in un mare di verbali, per Giampaolo, anch’egli vittima di multe “derivanti da cartelli ingannevoli” e che si ritiene truffato dal Comune di Milano. Per non annoiare oltre cito da ultimi Alessandro, trentenne di Origgio, che ha cominciato a preoccuparsi il 20 maggio quando, a 4 mesi di distanza dalla presunta “infrazione” ha cominciato a raccogliere in casella postale decine di multe; poi Laura, 23enne di Opera, impiegata, che “sta vedendo finire tutto il proprio stipendio direttamente nelle tasche del Comune di Milano”; infine Elena, anch’ella transitata in corso Magenta e per sua ammissione “abituata a fare il mio dovere pagando laddove in torto” ma in questo caso vittima di una quantomeno malaccorta gestione di queste nuove vie riservate. Tutti questi milanesi, cittadini integerrimi fino a ieri ma pluri sanzionati in questi 4 mesi, mi chiedono se ci voleva molto a segnalare meglio l’impercorribilità di questi 5 tratti di strada o a piazzare, almeno per le prime settimane, dei vigili urbani che segnalassero la novità. Cara Letizia, ti pare una cosa normale? Dobbiamo dire a questi cittadini che “ci spiace ma non possiamo farci niente”? Penso e spero di no. Certo che Tu e l’Assessore Croci riusciate quanto meno a ridurre ad una sola le infrazioni da pagare per queste persone, Ti saluto e ci auguro in bocca all’EXPO!
E’ notizia di ieri che il New York Times rilascerà, nel giro di 6 mesi, un set di API (Application Programming Interface) al pubblico per permettere a programmatori di tutto il web di realizzare applicazioni utilizzando l’infrastruttura e, soprattutto, i contenuti offerti dal popolare giornale.
Si possono solo immaginare le centinaia di applicazioni che potrebbero essere sviluppate utilizzando queste API (anche se dovremmo anche attendere per vedere quale sarà la loro reale potenza), ma è indubbio che sia un bellissimo passo verso un giornalismo di "un’altra dimensione".
Mi chiedo solo quanto dovrò aspettare per vedere il Corriere o Repubblica fornire lo stesso tipo di servizio agli utenti (e sviluppatori) nostrani….
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